Il TRAM condanna il Ticino - Amanda Rückert

Il Tribunale Amministrativo cantonale ha accolto il ricorso di un docente escluso da un concorso perché non conosceva nessun’ altra lingua nazionale. Il Tram apre così ai docenti frontalieri, che scappando dal mercato del lavoro italiano invaderanno le nostre scuole.
Per il Tram, dunque, il prerequisito della conoscenza delle lingue nazionali “costituisce una misura inappropriata e sproporzionata” ed “un’ingiustificata discriminazione dei candidati esterni, che non hanno seguito la formazione scolastica in Ticino”. Secondo il Tram si tratterebbe, inoltre, di una lesione degli accordi bilaterali. Quei famosi accordi (?) che permettono l’invasione incontrollata del nostro mercato del lavoro, ma cha ai lavoratori ticinesi non danno nessun tipo di possibilità. Chi andrebbe a lavorare in Italia vista la disoccupazione, soprattutto giovanile?
La scuola rappresenta inoltre un ambito delicato. Ritengo che alle nostre ragazze e ragazzi non dovremmo trasmettere solo conoscenze e nozioni, ma che la scuola ticinese dovrebbe essere un baluardo della nostra storia e cultura. Un baluardo del Ticino e della Confederazione. La scuola deve permettere l’inserimento delle giovani generazioni nella nostra realtà, nella nostra Svizzera. Il plurilinguismo rappresenta, evidentemente, uno dei punti cardine di questa storia e per questa ragione avremo bisogno di che di questa Svizzera abbia un’idea e soprattuto un’esperienza chiara!
Intanto i ticinesi, che molto spesso per studiare e lavorare devono adattarsi, imparare le lingue (fin dalle elementari) e qualche volta anche emigrare sono lasciati al loro destino. Molti ragazzi ticinesi sono andati oltr’alpe per studiare e sentendo una vocazione all’insegnamento vorrebbero tornare in Ticino, ma la sentenza del TRAM suona invece come una beffa: “caro giovane ticinese, nonostante i tuoi 5 anni di formazione universitaria (in francese o tedesco) e la formazione supplementare (1-2 anni) all’ASP. La scuola ticinese non ti assumerà e preferirà assumere un gran numero di docenti frontalieri.”
Questa sentenza è dunque in contrasto con l’idea stessa di Svizzera, con la nostra Costituzione e la nostra Storia. È una sentenza che metterà in pericolo il posto di lavoro e la vocazione all’insegnamento di molti giovani ticinesi. È una sentenza dannosa per la nostra scuola e per i nostri ragazzi. Questa sentenza mette in discussione l’appartenenza del Ticino alla Svizzera. Il Ticino è sempre più condannato ad essere schiacciato tra il Gottardo e la Pianura Padana. E un giorno ci chiederemo perché il Ticino è in Svizzera… e nessun “maestro” saprà rispondere!

Amanda Rückert – Movimento Giovani Leghisti